2008 - secondo vday VIA I SOLDI AGLI EDITORI

Mentre tutte le televisioni (viste quasi dalla totalità delle persone) IGNORANO COMPLETAMENTE questo campanello di allarme che arriva dalle piazze, tutti i giornali finito il primo vday di settembre 2007 si scagliano contro Grillo. Diventa evidente che nei giornali ci sia qualcosa che non quadra... Tutto cominciava con una legge dell’81, che dava un aiuto finanziario ai giornali di partito. Poi nell’87 la legge cambia e basta che 2 deputati dicano che il tal giornale è organo di un movimento politico, a volte inesistente, che può attingere ai contributi. Nel 2001 la legge cambia nuovamente: bisogna diventare cooperativa, e tutti si adeguano. In questo modo siamo arrivati a spendere 700 milioni di euro all’anno. INCREDIBILMENTE ALLUCINANTE!!!!! È li che nasce l'idea di fare un secondo vday (in attesa che le firme del prima vengano prese in considerazione). Per eliminare i finanziamenti pubblici all'editoria. Il concetto si basa sul libero mercato: se fai bene il tuo lavoro vendi altrimenti vai a casa. "il sole 24 ore che prende milioni di finanziamenti pubblici, loro!!! loro che inneggiano al libero mercato!!!! ridicoli...." beppe grillo
Quanti sono i cittadini che sanno dei 667 milioni di euro da loro spesi nel 2006? Lo stipendio mensile dei direttori varia da 5 a 15 mila euro al mese. Un giornalista freelance, per i pezzi più corposi arriva a prendere 11 euro. 

 

PERCHÈ LI FINANZIAMO?

All’inizio si voleva dare una mano a chi non aveva scopo di lucro. Oggi, però, vengono finanziati anche grossi giornali quotati in borsa che fanno utili: i guadagni degli azionisti, quindi, provengono in parte dalle nostre tasche. E il bene pubblico diviene privato. I finanziamenti pubblici arrivano indistintamente a tutti i giornali, attraverso i rimborsi delle spese postali, elettriche e telefoniche e per l’acquisto della carta (oggi abolito).  

 

PIU COPIE DIFFONDI, PIU GUADAGNI 

I contributi statali sono erogati in funzione della tiratura e dei costi dichiarati dal giornale: più copie vende, maggiore è l’entità del finanziamento concessa. E se non le vende, le regala. Il concetto è semplice: dove non si arriva con le vendite, ci si arriva con le copie omaggio. In tal modo si aumenta la tiratura e si prendono più finanziamenti. Il vantaggio per i giornali è sul prezzo della pubblicità: più copie diffondi e più incassi dall’inserzionista. Per chi vende poco, invece, poiché il contributo si calcola sulla tiratura, più copie tiri e più incassi. Al contrario di tutti gli altri paesi europei, dove il 55% della raccolta pubblicitaria va alla carta stampata, in Italia le viene destinato soltanto il 33%. Il resto va alle tv.  

 

LE CIFRE

Il Foglio: 35 mila euro; 

Libero: 5 milioni e 370 mila euro; 

Il Giornale d’Italia: 2 milioni e mezzo di euro; 

L’Unità: 6 milioni e mezzo di euro; 

Liberazione: 3 milioni e 700 mila euro; 

La Padania: 4 milioni di euro; 

Repubblica-Espresso: 12 milioni di euro; 

RCS e Corriere della Sera: 25 milioni di euro; 

Il Sole 24 Ore (Confindustria): 18 milioni di euro; 

Mondadori: 30 milioni di euro.

 

(Fonte dei dati: www.report.raitre.it - Bernardo Iovine) 

e-max.it: your social media marketing partner